Un piatto di trippa post ferragosto

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A Santa Fiora, sul Monte Amiata, il giorno dopo ferragosto, fanno una cosa allucinante, da arresto secondo me, anche cardiaco, mangiano la trippa a colazione.
Sembra che ogni 16 di agosto, veniva organizzata una grande fiera del bestiame e sia appunto nata così la consuetudine di festeggiare la giornata, mangiando la trippa, divertendosi, stando tutti insieme briachi mezzi….. Incuriosita dalla cosa sono andata col mì marito che appunto è Santafiorese,” ciacciaio” come direbbero loro a vedere come funzionava e ne sono uscita completamente piegata perchè la trippa era molto buona e pizzicosa e io c’ho dovuto bere un bicchiere di vino, capiarai, erano appena le 10, col caldo, la gente ammassata alla fiera, l’unto della trippa nelle mani…. bona sì ma ora sto tutto il giorno concia nel divano….
1 kg di trippa già pulita e lessata
8 cucchiai di olio d’oliva extravergine
1 gambo di sedano
200 gr di macinato misto maiale e vitella
1 cipolla media affettati sottilissimi
 foglia d’alloro
1/2 bicchiere di vino bianco secco
300 g di pomodori pelati
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
 sale, pepe,pepeproncino qb
abbondante parmigiano reggiano grattugiato da mettere a piacere sopra la trippa già cotta
esecuzione
Affettate sottile la trippa, lavatela e scolatela.
In una casseruola di coccio, soffriggete nell’olio  le verdure affettate, l’alloro, poi aggiungete il macinato e successivamente la trippa, sfumate con il vino bianco e aggiungete il pomodoro e il concentrato prosegiute la cottura per circa un’oretta aggiustando di pepe, sale e peperoncino.
Sopra il cuoco Bruno Rosini

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